Piergiorgio Di Cara è nato a Palermo nel 1967. È Commissario Capo della Polizia di Stato, qualifica alla quale è arrivato dopo una lunga esperienza investigativa, maturata prima alla Squadra Mobile di Palermo e poi in Calabria, nella Locride. Ha all’attivo cinque libri: Cammina, stronzo (DeriveApprodi, 2000), Isola nera (E/O, 2002), L'anima in spalla (E/O, 2004), Hollywood, Palermo (Colorado Noir 2005), Vetro freddo (E/O, 2006). È tradotto in Francia e Germania, dove riscuote grande successo. Collabora con TV e cinema come story editor e sceneggiatore.
RecensioniIl Ragazzo aveva imparato che la paura reca con sé un odore forte, l´odore della polvere da sparo e dell´olio lubrificante per le armi. Lui quell´odore lo avvertiva. Lo sentiva aleggiare.
Capita spesso che, nel corso della propria attività letteraria, un narratore possa riservare più di una sorpresa a lettori e critici. È questo il caso del palermitano Piergiorgio Di Cara, commissario capo della Polizia e scrittore. Scrittore fino ad oggi di racconti e romanzi incasellabili nel filone giallo-noir: Cammina, stronzo; Isola nera; L´anima in spalla, Hollywood, Palermo; Vetro freddo, oltre ad un gran numero di racconti pubblicati su antologie. Pagine nelle quali si ritrova, inconfondibile, l´odore della verità: leggendole, sembra di trovarsi davvero negli uffici della questura o di un commissariato; sembra di vederseli davanti, quegli agenti e ispettori stanchi con gli occhi arrossati per le ore di sonno saltate, per le troppe birre e sigarette, ma anche per l´eccitazione di essere finalmente sul punto di catturare un latitante, dopo mesi, forse anni di indagini, di appostamenti. Ci si ritrova senza sforzo in quella Palermo descritta con rabbioso amore: caotica e sporca, ma dove basta che ci sia vento per sentire l´odore del mare, una città dove è terribile e insieme piacevole vivere.
Il nuovo libro di Di Cara, Il Ragazzo dai capelli rossi, abbandona completamente il genere noir, e la scrittura si fa più piana e distesa, abbandona le frasi brevi e nervose presenti fin dalle pagine di Cammina, stronzo.
Questo breve romanzo è invece un qualcosa che non era stato mai tentato da un narratore siciliano: scrivere una storia in tutto e per tutto ascrivibile al filone western. Niente più Palermo allora, e non siamo nemmeno in Calabria, come nelle pagine di Vetro freddo: si attraversa l´oceano, si torna indietro nel tempo: siamo in Texas, terra immensa e assolata, pochi anni dopo la fine della Guerra di Secessione.
Il protagonista è un ragazzo educato e timido, che beve soltanto acqua, al massimo una soda, e adora i biscotti al miele. Del whisky forse non sopporta neppure l´odore. Può sembrare innocuo, certo, ma la crudeltà del mondo, e degli uomini, lo hanno costretto a crescere in fretta, molto in fretta. E lui, il Ragazzo, possiede un´incredibile velocità nell´estrarre la pistola dalla fondina, oltre ad una mira straordinaria. Due doti necessarie per difendersi, per sopravvivere. Dovrà affrontare nemici terribili, che forse all´inizio lo sottovaluteranno, per vendicare i suoi genitori, per difendere se stesso e le persone che lo hanno accolto e a cui vuole bene: uno sceriffo, un vecchio professore, una locandiera, e perfino Jim Morrison, agente speciale della Pinkerton investigazioni.
Forse tutto questo è necessario, oltre che per trovare la pace, per diventare davvero un uomo.
L´omaggio, oltre che agli eroi dei fumetti, al cinema di Sergio Leone e a quello con Bud Spencer e Terence Hill è palese e dichiarato; ma Il Ragazzo dai capelli rossi può ricordare anche un altro capolavoro del cinema western-spaghetti: Requiescant, di Carlo Lizzani, che oggi viene ricordato per la presenza di Pier Paolo Pasolini nelle vesti di attore.
Alessandro Locatelli, La Repubblica, 14/02/2008
Leggi qui la recensione di Thriller Magazine.
Ivo Tiberio Ginevra sul suo Blog
Tag: narrativa italiana, Piergiorgio Di Cara, Il ragazzo dai capelli rossi